Filler

Attualmente vengono utilizzati quasi esclusivamente filler riassorbibili, prevalentemente a base di acido jaluronico, sostanza normalmente presente nei nostri tessuti e quindi praticamente priva di rischi di intolleranze o allergie. I molti prodotti attualmente disponibili si differenziano per le dimensioni ed i legami tra le molecole di acido ialuronico. Questo ci permette di scegliere il prodotto più adatto per la correzione di ogni specifico difetto, ottenendo un risultato molto naturale. Il razionale dell’uso dei filler è cambiato nel tempo. Inizialmente venivano prevalentemente utilizzati per il diretto riempimento di rughe e solchi. Attualmente siamo più attenti ad una valutazione globale del volto. Con il passare del tempo il grasso sottocutaneo si riduce con una inevitabile discesa della cute e formazione di rughe. E’ questo processo che di solito deve essere corretto: ridando i giusti volumi alle regioni zigomatiche ed alle guance immediatamente l’aspetto del viso risulta più giovane e riposato. E automaticamente rughe e solchi, tipicamente i naso genieni e le rughe della marionetta, risultano meno evidenti. L’iniezione diretta del filler nella ruga, se ancora necessaria, è diventata una fase successiva di un trattamento corretto del viso che, ripeto, dovrebbe essere sempre globale.

Altre molecole riassorbibili e sicure utilizzabili soprattutto per indicazioni particolari sono, tra altre, la carbossimetilcellulosa e l’idrossiapatite di calcio.

Le maggiori preoccupazioni di chi vorrebbe migliorare l’aspetto del suo viso e pensa di ricorrere ad un filler sono : un risultato eccessivo e innaturale (tipo le famose labbra a canotto),  il dolore ed i lividi successivi al trattamento. Poi spesso arriva la classica domanda: ma quando si riassorbe il filler che succede? Mi cade la faccia?

Circa il primo punto bisogna considerare che il risultato di un impianto è immediatamente visibile. Un lavoro ben fatto deriva da una collaborazione medico-paziente: si inizia ad iniettare una certa quantità di prodotto, ci si guarda allo specchio, e si decide insieme se la correzione del difetto è già soddisfacente o se invece conviene iniettare ancora un po’. Gli eccessi non avvengono per caso: o sono espressamente richiesti  o derivano da un insufficiente attenzione dedicata al paziente nella programmazione del lavoro.

Circa il problema dolore e lividi vanno fatte due considerazioni. Attualmente in quasi tutte le zone del viso si usano le cannule al posto degli aghi. Questo ha ridotto drasticamente il rischio di lividi ed ematomi oltre a permettere una più accurata distribuzione del filler. Anche il fastidio provocato dall’impianto risulta più sopportabile, ed è comunque anche legato alla velocità con cui si inietta il prodotto. Con pochi minuti di lavoro in più si possono risparmiare al paziente inutili sofferenze.

Per quanto riguarda la paura di cosa succede dopo il riassorbimento la risposta è semplice: assolutamente nulla. Il riassorbimento avviene gradualmente con una velocità che varia sia in base al prodotto usato che al personale metabolismo. Nel caso il paziente non voglia più ripetere l’intervento, a riassorbimento completo il viso sarà esattamente come se il filler non fosse mai stato usato se non che, nel frattempo, è passato del tempo ed il processo di invecchiamento è inesorabilmente proseguito.

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