Peeling chimici

PEELING CHIMICI

I peeling chimici più comunemente utilizzati sono quelli superficiali, cosiddetti socializzanti in quanto non richiedono l’interruzione delle normali attività nemmeno il giorno stesso della loro esecuzione. Tutti i peeling hanno in comune la capacità di rendere la cute più brillante e luminosa fin dalla prima seduta. L’acido mandelico è molto soft, particolarmente adatto per pelli giovani. L’acido glicolico resta il più utilizzato per la sua azione schiarente su pelli ingrigite, ingiallite e diffusamente macchiate per  un  eccesso di esposizione solare o di fumo di sigaretta. Inoltre è provato che con trattamenti ripetuti si ottiene anche un effetto di inspessimento e compattamento del derma. L’acido piruvico trova la sua indicazione principale per le pelli untuose, seborroiche. L’acido salicilico da risultati eccellenti sull’acne in fase attiva, spesso migliori delle tradizionali terapie dermatologiche, e come prevenzione delle recidive acneiche.

Tra i peeling più potenti il più conosciuto ed utilizzato è il TCA, acido tricloroaetico. In base alla concentrazione scelta può creare peeling medi o profondi, che arrivano ad interessare non solo l’epidermide ma anche il derma. Nei giorni successivi la cute trattata si secca ed assume un color cuoio. Dopo cinque-sette giorni questa cute si comincia a sfaldare in larghe falde. Compare una cute nuova, molto rosea e delicata, che va rigorosamente protetta da eventuali infezione e dal sole. Purtroppo la durata del rossore residuo non è prevedibile e vi è un certo rischio di iper  o ipopigmentazioni residue che possono richiedere ulteriori trattamenti correttivi. Si tratta quindi di un peeling molto più impegnativo. Io uso il TCA quasi solo per trattare aree localizzate come macchie cutanee e cicatrici, situazioni in cui offre ottimi risultati con minime conseguenze post-trattamento.

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